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L’impegno di Mondo Aperto sul campo: il bilancio delle attività di mediazione durante gli sbarchi alla Spezia
Fin dalla designazione della città della Spezia come “porto sicuro”, la nostra Cooperativa Sociale Mondo Aperto è sempre in prima linea per garantire un servizio continuativo, tempestivo ed efficace di mediazione interculturale e facilitazione linguistica durante le operazioni di sbarco e di accoglienza dei migranti soccorsi in mare.
Il nostro intervento nasce dalla convinzione che la mediazione interculturale al fianco degli Enti Istituzionali preposti (Prefettura, Questura, Commissariato e presidi sanitari) sia un tassello fondamentale non solo per facilitare il lavoro logistico e procedurale delle autorità, ma soprattutto per offrire accoglienza dignitosa, tutela dei diritti e un punto di riferimento umano a chi arriva da percorsi spesso segnati da traumi e sofferenze.
Dalla banchina alle strutture sanitarie: un’équipe multidisciplinare in azione
In occasione dell’arrivo di ogni nave, le nostre équipe multidisciplinari intervengono fin dai primi istanti sulla banchina del molo. Qui i nostri mediatori e le nostre mediatrici affiancano il personale nelle fasi di prima identificazione, fotosegnalamento e orientamento iniziale, con un’attenzione speciale riservata a minori, donne e persone in condizioni di particolare vulnerabilità.
L’impegno della Cooperativa non si ferma alla banchina, ma prosegue lungo tutto il percorso di prima accoglienza:
- In Commissariato, per facilitare l’istruttoria delle pratiche amministrative e accompagnare lo smistamento nei Centri di Accoglienza (CAS/SAI).
- Nei presidi ospedalieri e al Pronto Soccorso territoriali, garantendo un supporto linguistico ed emotivo delicato nelle fasi di screening sanitario, a tutela della salute e per garantire una corretta comunicazione tra medico e paziente.
Per far fronte a eventi complessi e imprevedibili, la Cooperativa assicura una presenza operativa strutturata su turni flessibili, offrendo un’ampia copertura linguistica che consente a centinaia di persone di esprimersi nella propria lingua madre e sentirsi ascoltate.
I dati degli ultimi interventi: da luglio 2024 a oggi
Dietro ai numeri ci sono volti, storie e un impegno costante sul campo. Di seguito riassumiamo il resoconto analitico e la cronologia degli interventi gestiti dal nostro organico:
Sea-Watch 5 (29 Luglio 2024)
- Lingue garantite: Inglese, arabo, somalo, urdu.
- Persone affiancate: 156 migranti (tra cui 46 minori non accompagnati) provenienti da 10 Paesi (Somalia, Siria, Etiopia, Sud Sudan, Sudan, Pakistan, Iran, Nigeria, Ghana)
Humanity 1 (5 Maggio 2025)
- Lingue garantite: Inglese, arabo, bengalese, urdu, francese.
- Persone affiancate: 68 migranti provenienti da 5 Paesi (Egitto, Somalia, Pakistan, Bangladesh, Iran).
Sea-Watch 5 (10 Ottobre 2025)
- Lingue garantite: Inglese, arabo, francese, somalo, tigrino.
- Persone affiancate: 80 migranti provenienti da 6 Paesi (Ghana, Gambia, Somalia, Eritrea, Etiopia, Sudan).
Sea-Watch 5 (12 Dicembre 2025)
- Lingue garantite: Inglese, arabo, francese.
- Persone affiancate: 75 migranti provenienti da diversi Paesi (Sud Sudan, Somalia, Camerun, Costa d’Avorio e altri).
Solidaire (6 Gennaio 2026)
- Lingue garantite: Inglese, arabo, somalo, francese.
- Persone affiancate: 35 migranti provenienti da 4 Paesi (Sud Sudan, Somalia, Camerun, Guinea Bissau).
Life Support – EMERGENCY (12 Aprile 2026)
- Lingue garantite: Inglese, arabo, francese, bambarà, mandinka.
- Persone affiancate: 70 migranti provenienti da 2 Paesi (Mali, Costa d’Avorio).
Solidaire (22 Giugno 2026)
- Lingue garantite: Francese, inglese, arabo
- Persone affiancate: 43 migranti provenienti da 4 Paesi (Ghana, Senegal, Sudan, Camerun)

Oltre l’emergenza: il valore della rete e dell’ascolto
Ogni sbarco rappresenta una macchina complessa in cui la sinergia tra Enti Pubblici (Prefettura, Questura, ASL) e Terzo Settore (Mondo Aperto, Croce Rossa, Caritas e le Ong di soccorso) si dimostra fondamentale.
Come Cooperativa sosteniamo da sempre che la collaborazione interistituzionale esperita durante i momenti critici debba diventare un modello permanente anche nella quotidianità dell’inclusione e dell’integrazione sul territorio. Mettere a fattor comune professionalità, empatia e competenze linguistiche è l’unica strada per costruire una comunità aperta, coesa e accogliente.
Per approfondire le notizie e la rassegna stampa sui nostri interventi:





